Surrexit Dominus vere! Alleluia!

le mirofore vanno alla tomba, ma…

La gioia della Pasqua è quella di una vita che dopo la morte sa scoprire la bellezza dell’eternità… senza legami col tempo, con lo spazio… se non quelli di una carità piena di grazia e di verità…

E tu?

Sei disposto a vivere nel tempo da risorto?
Lascia ogni cosa che non ha un “sapore” di eternità?
Perché, anima mia, non lasci i legami che ti tengono a questa terra? Perché, o spirito mio, non abbandoni l’amore falso e accogli la carità eterna del Padre?

Auguri!!!

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dalla Regola di vita
Regola di vita della Fraternità di San Bonifacio
La fraternità riconosce in san Bonifacio, vescovo e martire, apostolo della Germania, un riferimento perenne da approfondire e cui sempre ritornare per scoprire le radici della propria chiamata. In modo particolare egli è un punto di riferimento:
Per l’appello continuo alla riforma della propria vita in vista della salvezza
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.