Articoli marcati con tag ‘Marthe Robin’

Agosto – Settembre 2013

siloeIl mese di agosto è stato, come di solito, un mese di “distacco”, di “deserto”… un deserto, però, pieno di presenze. Abbiamo seguito un corso di canto gregoriano presso l’Abbazia di Vallombrosa ed è stato bello gustare l’amicizia semplice e cordiale di una comunità di monaci provati dai secoli, con noi, neonati che cominciamo a balbettare qualcosa. Poi nel Foyer de charité di Ronciglione abbiamo fatto gli esercizi spirituali guidati da don Fabrizio, un bravo sacerdote salesiano. Ci ha colpito la figura di Marthe Robin e la sua straordinaria esperienza di Dio. Nella breve finestra a Minturno è stato bello poter scoprire che celebrare la Messa sulla spiaggia è un momento di grande fede e di forte impatto evangelizzante. Siamo passati a trovare la comunità monastica di Siloe, vicino Grosseto e abbiamo condiviso una bellissima settimana di verifica e progettazione con la Piccola Fraternità di Gesù, vicino Rovereto, a Pian del Levro. È stato bello scoprire la forza evangelizzante di una semplicissima comunità di preghiera e di ascolto della Parola di Dio, perduta tra le montagne! Tra qualche anno (loro ne hanno quasi 25!) ci piacerebbe essere anche noi così! Tra una cosa e l’altra siamo poi passati a Bibbiena, Camaldoli, a La Verna e ad Assisi: luoghi che ci sono sempre molto cari per san Francesco e san Romualdo, la cui amicizia ci sostiene e ci è di esempio. Leggi il resto di questo articolo »

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dalla Regola di vita
Vita di povertà
Siccome il Signore Gesù ha scelto la povertà come stile della sua vita tra gli uomini e poiché nulla abbiamo che non abbiamo ricevuto dal Padre, pienamente fiducioso nella provvidenza, ogni membro della fraternità mette tutto il proprio impegno per una vita sobria che risplenda non per l’invidia che suscita, ma per la semplicità che irradia attorno a se.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.