Articoli marcati con tag ‘meditazioni’

suicidarsi… ovvero morire a sé stessi

paoloditamma

san Paolo di Tamma

no! non preoccupatevi… non sono depresso… né voglio inneggiare al suicidio!

voglio semplicemente tener fede ad un post di qualche mese fa (idee che spaccano) in cui dicevo che saremmo tornati sugli argomenti lì accennati…

il primo riguarda proprio questo: san Paolo di Tamma che, secondo la tradizione copta, si suicidò sette volte! Leggi il resto di questo articolo »

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Matta el Meskin: Rinnegare se stessi

Matta el Meskin

Rinnegare se stessi 

 

427678_421862291220746_775242484_nIl monachesimo è la via della vera e autentica morte al mondo, cioè a se stessi.  Perciò la comunità monastica nella quale vive è per il monaco l’arena in cui si sottopone alla morte a se stesso. Se un monaco si sottopone a questa morte in tutta verità e sincerità verso Dio, e ogni giorno incomincia a vivere in Cristo, le porte dell’Amore divino si spalancano davanti a lui. Quando l’amore divino s’accende nel suo cuore, allora finalmente la vita in comunità diventa per il monaco un nuovo mondo di amore in cui fa traboccare la sua gioia. Perciò, sia che siate giovani, sia che siate anziani nella vita monastica, riflettete bene: se la comunità monastica è diventata per voi un luogo di amore, allora avete segretamente raggiunto lo scopo della vostra chiamata e la nuova vita. “Il nostro unico compito è amare Dio e trovare la nostra gioia in quest’amore”.  Ma se ancora giudicate e inciampate di fronte  agli ordini  delle  vostre guide, agli errori dell’anziano e ai peccati del giovane, allora dovete esaminare ancora la vostra vocazione e ridiventare monaci da capo. Leggi il resto di questo articolo »

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Sulla via della Croce…

Per il Venerdì Santo ecco le meditazioni sulla Via Crucis che abbiamo scritto per la scorsa domenica delle Palme…

Grazie agli amici di SimonosPetras : Via Crucis

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Una Via Crucis per la Settimana Santa VII

Gesù è deposto dalla croce

XIII stazione
Gesù è deposto dalla Croce

 

silenzio

 

prega il Trisaghion

Agios o Theos Santo Dio
Aghios Ischyros Santo Forte
Aghios Athanatos Santo Immortale
Eleison ymas Abbi pietà di noi!

 

 

Gesù è deposto nel sepolcro

XIV stazione
Gesù è deposto nel Sepolcro

Presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parasceve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù. (Gv 19,40-42)

Gesù è morto, ma Egli è colui che vince la morte e distrugge le porte degli Inferi
Egli è Dio che riposa nel settimo giorno, allo spuntare le luci del giorno ottavo
Uscirà vincitore dal sepolcro e donerà al mondo la grande misericordia
Egli è l’uomo nuovo che entra nel giardino della nuova creazione , il nuovo Adamo addormentato
E dal suo costato – squarciato – nasce la Chiesa, nuova Eva, la famiglia dei risorti con Lui

Gloria a Te, o Misericordioso, che hai vinto la morte!
Gloria a Te, o Amico dell’uomo, che sei il Tempio definitivo della vera salvezza!

 

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Una Via Crucis per la Settimana Santa VI

Gesù è inchiodato sulla croce

XI stazione
Gesù è inchiodato sulla Croce

Il Signore disse a Mosè: “Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita”. Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita. (Nm 21,8-9)

Lo aveva detto il Signore: “Come Mosè elevò il serpente nel deserto così sarà elevato il Figlio dell’uomo” (Gv 3,14)
Parlava di sé: elevato in alto perché tutti lo potessero vedere e trovare salvezza
Parlava di sé: prende nella sua carne il veleno di tutto il popolo e di tutta l’umanità
Parlava di sé: è sacrificato per compiere ogni giustizia, perché tutto sia compiuto
Ma ha anche detto: “e io, quando sarà elevato da terra, attirerò tutti a me!” (Gv 12,32)

Agnello di Dio, tu che hai preso su di te il peccato del mondo, abbi misericordia di noi!
Agnello di Dio, tu che hai espiato la pena di tutti gli uomini, donaci la vera pace!

 

Gesù muore sulla croce

XII stazione
Gesù muore sulla Croce

In quel giorno io mi impegnerò a distruggere tutte le nazioni che verranno contro Gerusalemme. Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a me, colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito. (Zc 12,9-10)

Ed ecco lo spettacolo del mondo: Dio trafitto dall’uomo!
Ecco la bellezza che non può essere imitata: il Padre che dona il suo Figlio per amore dell’uomo!
Ecco la pienezza della Legge: Colui che ama noi mentre siamo ancora peccatori e omicidi!
Qui, nel Signore crocifisso, Dio si svela e mostra il suo volto terribile e luminoso!
Qui, in Gesù appeso al legno, ogni cosa si riassume; la fine del mondo è già compiuta!

O Padre, perdona noi che non sappiamo che cosa facciamo!
O Padre, donaci lo Spirito di Sapienza per riconoscere in Colui che abbiamo trafitto la nostra salvezza!

 

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dalla Regola di vita
Regola di vita della Fraternità di San Bonifacio
La fraternità riconosce in san Bonifacio, vescovo e martire, apostolo della Germania, un riferimento perenne da approfondire e cui sempre ritornare per scoprire le radici della propria chiamata. In modo particolare egli è un punto di riferimento:
Per l’aspirazione a donare la vita al Signore e al suo Vangelo fino all’effusione del sangue
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.