Articoli marcati con tag ‘spiritualità’

suicidarsi… ovvero morire a sé stessi

paoloditamma

san Paolo di Tamma

no! non preoccupatevi… non sono depresso… né voglio inneggiare al suicidio!

voglio semplicemente tener fede ad un post di qualche mese fa (idee che spaccano) in cui dicevo che saremmo tornati sugli argomenti lì accennati…

il primo riguarda proprio questo: san Paolo di Tamma che, secondo la tradizione copta, si suicidò sette volte! Leggi il resto di questo articolo »

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Matta el Meskin: Rinnegare se stessi

Matta el Meskin

Rinnegare se stessi 

 

427678_421862291220746_775242484_nIl monachesimo è la via della vera e autentica morte al mondo, cioè a se stessi.  Perciò la comunità monastica nella quale vive è per il monaco l’arena in cui si sottopone alla morte a se stesso. Se un monaco si sottopone a questa morte in tutta verità e sincerità verso Dio, e ogni giorno incomincia a vivere in Cristo, le porte dell’Amore divino si spalancano davanti a lui. Quando l’amore divino s’accende nel suo cuore, allora finalmente la vita in comunità diventa per il monaco un nuovo mondo di amore in cui fa traboccare la sua gioia. Perciò, sia che siate giovani, sia che siate anziani nella vita monastica, riflettete bene: se la comunità monastica è diventata per voi un luogo di amore, allora avete segretamente raggiunto lo scopo della vostra chiamata e la nuova vita. “Il nostro unico compito è amare Dio e trovare la nostra gioia in quest’amore”.  Ma se ancora giudicate e inciampate di fronte  agli ordini  delle  vostre guide, agli errori dell’anziano e ai peccati del giovane, allora dovete esaminare ancora la vostra vocazione e ridiventare monaci da capo. Leggi il resto di questo articolo »

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inabissamento

l’inabissamento indica la sparizione
dato che tutto ciò che finisce nell’abisso
scompare

Gregorio di Nissa, In inscriptione Salmorum, II, XIII

BenedettoXVIleaveNel pensare al termine del ministero petrino di Benedetto XVI, nell’ascoltare le straordinarie parole che egli ha pronunciato nelle sue comunicazioni pubbliche dallo scorso 11 al 28 febbraio 2013 – che sono come una summa del suo magistero e che lo consacrano come un vero dottore della Chiesa all’inizio di questo millennio – una parola mi suona giusta, vera, descrittiva: inabissamento Leggi il resto di questo articolo »

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“spiritualità”

Da un mesetto rumino questa cosa… che mi sembra di importanza capitale nella Chiesa di oggi e nella percezione che gli altri ne hanno… un mesetto perché nasce da una piccola parte della sublime catechesi – che non si capisce perché venga definita lectio divina – che papa Benedetto XVI ha tenuto il giorno 11 giugno scorso nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Il brano in questione è questo:

Il cristianesimo non è una cosa puramente spirituale, una cosa solamente soggettiva, del sentimento, della volontà, di idee, ma è una realtà cosmica. Dio è il Creatore di tutta la materia, la materia entra nel cristianesimo, e solo in questo grande contesto di materia e spirito insieme siamo cristiani. Molto importante è, quindi, che la materia faccia parte della nostra fede, il corpo faccia parte della nostra fede; la fede non è puramente spirituale, ma Dio ci inserisce così in tutta la realtà del cosmo e trasforma il cosmo, lo tira a sé. Leggi il resto di questo articolo »
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Sulla via della Croce…

Per il Venerdì Santo ecco le meditazioni sulla Via Crucis che abbiamo scritto per la scorsa domenica delle Palme…

Grazie agli amici di SimonosPetras : Via Crucis

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dalla Regola di vita
Strutture di comunione
Ogni settimana la comunità si riunisce per un capitolo comune in cui si affrontano e si approfondiscono le basi della vita che si conduce insieme, edificandosi reciprocamente. Si prendono le decisioni comuni e si comunicano le cose che riguardano tutti. Questo è anche il luogo in cui si evidenziano i conflitti, se necessario, e ci si aiuta reciprocamente a viverli nella pace.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.