Articoli marcati con tag ‘Trinità’

grazia

Una delle cose che ci dividono dalle Chiese dell’Oriente cristiano
è proprio un piccolo particolare della visione della Trinità.
Noi la risolviamo con il fatto che sono cose “teoriche”, che non riguardano la nostra vita,
che alla fine è importante volersi bene più che pensare la stessa cosa.
Molti, specialmente tra i monaci dell’oriente, non la vedono così
e questa questione è una cosa centrale, essenziale…
Che cosa possiamo ricavarne?
Dobbiamo scoprire che la verità su Dio – e, di conseguenza su tutto ciò che esiste – è importante!
Può sembrarci inutile, talvolta anche divisiva, ma è qualcosa che riguarda la nostra vita.
Può sembrarci strano, ma è profondamente diverso credere nella Trinità
o credere nel Dio dei musulmani.  O in un mondo divino come nell’induismo.
Diverso è fare di questo una contrapposizione inconciliabile e, addirittura, che conduce all’odio.
Ma dobbiamo capire bene che professare la nostra fede
– anzi cantarla, come facciamo nella liturgia –
è importante, prezioso. Non solo “praticarla”, ma anche dirla con le parole e le nostre scelte.

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dalla Regola di vita
Altre norme
Annualmente, nel periodo delle ferie dal lavoro ogni membro della comunità conduce almeno 3 settimane di vita più ritirata, da solo o in piccoli gruppi dedicandosi alla preghiera e allo studio o all’approfondimento professionale.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.