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Una Via Crucis per la Settimana Santa III

Gesù è aiutato dal cireneo a portare la croce

V stazione
Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la Croce

Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: “Padre mio!”. Rispose: “Eccomi, figlio mio”. Riprese: “Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov’è l’agnello per l’olocausto?”. Abramo rispose: “Dio stesso si provvederà l’agnello per l’olocausto, figlio mio!”. Proseguirono tutti e due insieme. (Gn 22,7-8)

Isacco era la profezia di Colui che porta il legno per il sacrificio sul monte
Ed ecco: il cireneo rende presente il compimento della Scrittura!
Vedi qui non solo Isacco, ma anche l’Agnello che sarà immolato
Vedi qui non solo Abramo, ma anche il Padre che offre il Figlio per il sacrificio della Redenzione
Vedi qui non solo la legna per il sacrificio, ma il legno salvifico della Croce

O Agnello immolato, lode a Te che deponi la vita per noi!
O Agnello senza macchia, lode a Te perché ti sei offerto per salvarci!

 

La Veronica asciuga il volto di Gesù

VI stazione
La Veronica asciuga il volto di Gesù

Quando Mosè scese dal monte Sinai … non sapeva che la pelle del suo viso era diventata raggiante, poiché aveva conversato con Dio. Ma Aronne e tutti gli Israeliti, vedendo che la pelle del suo viso era raggiante, ebbero timore di avvicinarsi a lui … Quando Mosè ebbe finito di parlare a loro, si pose un velo sul viso … Poi egli si rimetteva il velo sul viso, fin quando non fosse di nuovo entrato a parlare con il Signore. (Es 34, 29-30.33.35)

Il viso di Colui che eternamente conversa con il Padre è radioso
Ma solo il velo della fede può permettere di contemplare la sua gloria
Le ferite della corona di spine e delle percosse non riescono a oscurare il suo splendore
Ed ecco una donna di fede coglie questo volto di luce su un fazzoletto
Un velo che non serve ad oscurare la gloria, ma a custodirla per manifestarla

O Bellezza eterna del Padre, splendi sulla nostre anime abbruttite dal peccato
O Splendore dell’eterna gloria, squarcia le tenebre dell’umanità smarrita

 

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Una Via Crucis per la Settimana Santa II

Gesù cade la prima volta

III stazione
Gesù cade per la prima volta

“Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele”. (Es 3,7-8)

Dio onnipotente che ha creato il mondo, ascolta e conosce le sofferenze!
Dio, il giudice giusto che ha posto una custodia al Paradiso, si commuove!
Dio, il solo santo, scende per soccorrere l’uomo peccatore!
Ed ecco che la Sapienza del Padre entra nella storia del peccato
La morte e la distruzione non hanno più l’ultima parola: l’ultima parola è ora la Parola del Padre

Sapienza increata del Padre che ti chini su di noi, salvaci!
Sapienza eterna dell’Altissimo che ascolti il nostro grido, non abbandonarci!

 

Gesù incontra sua Madre

IV stazione
Gesù incontra sua Madre

Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: “Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori” (Lc 2,34-35)

Carne della sua carme; ossa delle sue ossa; sangue del suo sangue:
La Vergine soltanto può vantare questa familiarità con il Verbo che da Lei ha preso carne
Solo Maria può dunque soffrire con Gesù in tutto, nella sua carne, nelle sue ossa, nel suo sangue
Lo incontra sulla strada della croce e comprende che la spada preannunciata è giunta
Un altro “Eccomi”; ed entra nella nube della Passione insieme a Lui: Lei la sola che può farlo!

O Vergine e madre, ti siamo stati donati come figli
O Vergine e madre, ti accogliamo tra le cose nostre più care

 

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Una Via Crucis per la Settimana Santa I

ogni giorno di questa settimana santa vi proponiamo la meditazione delle stazioni della Via Crucis che abbiamo fatto a Minturno al Teatro Romano

I stazione

Gesù è condannato a morte

 

“È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato … Padre, glorifica il tuo nome”. Venne allora una voce dal cielo: “L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!”(Gv 12,23.28)

Il Verbo, l’autore della vita
Il Verbo, la vita stessa
Il Verbo, Colui che le tenebre della morte non possono vincere
Proprio lui è condannato a morte
Qui ci si gioca tutto … Satana chiama il piatto e punta tutto quello che ha…
Gesù, Signore, brilli la tua vita sulla nostra condanna
Gesù, Signore, donaci la libertà dalla morte!

 

Gesù è caricato della croce

 

II stazione
Gesù è caricato della croce

 

Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. (Is 53,4)
Se potessimo entrare nel cuore del Signore Gesù
Non troveremmo soltanto il gaudio dell’amore del Padre
Né soltanto la luce dello Spirito Santo
Troveremmo i nostri dolori, le nostre infedeltà, il nostro morire giorno per giorno
Lì piantata nel suo cuore la Croce cui l’uomo si condanna con il peccato
O Sacerdote eterno e vero, accogli le nostre sofferenze
O Salvatore del mondo, non abbandonarci alla tentazione
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Via Crucis

28 Marzo 2010
20:00to22:00

Domenica 28 marzo 2010
Presso il comprensorio archeologico di Minturnae

Preghiamo insieme la via Crucis per le antiche vie di Minturnae.
Vie dove predicarono gli apostoli san Pietro e san Paolo.

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dalla Regola di vita
Strutture di comunione
Il Signore Gesù ha legato l’efficacia di ogni evangelizzazione all’amore reciproco, alla comunione tra i suoi discepoli e la tradizione monastica è stata sempre e ovunque scuola di fraternità vera ed esigente. Lo scopo ultimo per il quale la fraternità esiste è quello di essere tra gli uomini e nella Chiesa una “parabola di comunione” secondo la bella espressione di frère Roger di Taizé.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.