tutti in acqua!

El_Greco_battesimo_di_Cristo-488x1200Valledacqua, 13 gennaio 2019
Battesimo del Signore
Is 40,1-5.9-11, Sal 103, Tt 2,11-14;3,4-7, Lc 3,15-16.21-22

Sappiamo bene che Gesù non è stato battezzato come noi!
Il suo però non era neanche il battesimo di san Giovanni Battista.
Era il suo battesimo!
Un battesimo unico, con caratteristiche tutte proprie.

Il battesimo è una pratica diffusa in molte religioni
come segno penitenziale, di lavaggio dalle proprie colpe, dai peccati.
C’è sempre questa idea di purificarsi.
Ti lavi e come succede con lo sporco, i peccati restano nell’acqua.
E tu esci pulito!

Ora, però, Gesù non ha peccato. Gesù non ha bisogno di purificazione.
Ma come tutti gli altri si mette in fila e riceve il Battesimo.
Però in Lui tutto è diverso!
Mentre gli altri hanno “depositato” i peccati nell’acqua del Giordano
Gesù, invece, “prende” i peccati lasciati nell’acqua.
Gesù si immerge nelle acque dove tutto il Popolo è disceso
per assumere su di sé tutto il peccato del Popolo.
“Santifica il Giordano prima di santificare noi e lo santifica per noi”
ha detto san Gregorio di Nazianzo.

È per questo che non si può pensare ad essere cristiani senza essere battezzati nell’acqua!
Se non lasci i tuoi peccati nell’acqua del Battesimo il tuo peccato resta su di te!
Ma se scendi nelle acque del Battesimo, ecco che il Figlio di Dio ti libera dal peccato!
Così oggi scendi nuovamente nelle acque del Battesimo e scopri Colui che ti salva!
Queste acque sono ora Spirito Santo! Ora sono diventate fuoco che purifica!

Però il Signore non solo si è inabissato nel Giordano,
Egli si è anche rialzato, risollevato! Egli è anche risorto dalle acque!
Questo è più importante ancora: perché Gesù non è vittima del peccato, ma lo vince
Le acque non lo hanno travolto; le tenebre non hanno vinto la luce.

Egli si rialza e porta tutti con sé!
Sempre san Giovanni di Nazianzo dice ancora
“Gesù sale dalle acque e porta con sé in alto tutto intero il cosmo”!

Ed ecco che così Egli manifesta che il Battesimo è la salvezza per tutti.
È davvero strano che oggi sempre più cristiani pensino che non serva il Battesimo per essere salvati!
Per alcuni la missione sarebbe soltanto un modo per fare una bella azione umanitaria nel Sud del mondo
o un modo per diffondere buone maniere di comportarsi.
La missione è, invece, proprio rendere gli uomini partecipi
delle grandi possibilità di santificazione del Battesimo!

Solo scendendo con Gesù nelle acque santificate da Lui nella forza dello Spirito Santo;
soltanto risalendo con Lui verso l’incontro con il Padre
un uomo può trovare la vera pace e la autentica via della salvezza!
Certamente Dio può rendere partecipi gli uomini di questo mistero
anche senza il segno sacramentale del Battesimo
ed è vero che essere battezzati apre ad un cammino di santificazione da percorrere
ma senza scendere con Gesù nelle acque restiamo vittime del male e del peccato
e non possiamo davvero vivere da persone autentiche e vere!

Ce ne accorgiamo quando ci allontaniamo da questo mistero di salvezza
quando, lasciandoci conquistare dal peccato, dimentichiamo l’opera di Gesù in noi!

Così oggi mentre celebriamo il mistero del Battesimo unico del Figlio di Dio
chiediamo la forza dello Spirito Santo, perché ravvivi il dono del Battesimo in noi
e ci doni di morire con Gesù per risorgere con Lui alla vita nuova.
Alla vita abitata dal suo Spirito Santo e dal cammino della santità!

Share

Lascia un Commento

dalla Regola di vita
Regola di vita della Fraternità di San Bonifacio
La fraternità riconosce in san Bonifacio, vescovo e martire, apostolo della Germania, un riferimento perenne da approfondire e cui sempre ritornare per scoprire le radici della propria chiamata. In modo particolare egli è un punto di riferimento:
Per la preminenza dell’Amore di Dio su ogni altra realtà creata
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.