un galateo evangelico

Persino Gesù ci offre oggi un suo “galateo”!
Perché le due piccole parabole che abbiamo ascoltato si riferiscono proprio
a “buone maniere” da avere quando si fanno banchetti.
Ma dobbiamo subito notare una cosa:
il galateo evangelico è un po’ distante dalle logiche che incontriamo di solito.
Non perché vuol essere “alternativo” ad ogni costo,
ma perché, piuttosto, il Vangelo ci indica
un modo di vivere, di pensare e di agire
che, senza negare ciò che è bene e opportuno per ogni persona e ogni cultura,
è sempre oltre e apre dli spazi per una umanità rinnovata e più autentica.
L’annuncio evangelico quasi mai si contrappone,
ma, sempre, offre una possibilità più alta, più esigente e più liberante!

La prima regola del “bon ton” di Gesù riguarda a come partecipare ai banchetti.
Ci sono regole precise quando si fanno pasti importanti
su dove porre gli invitati e con quali ordini servirli.
Così Gesù offre un vero e proprio consiglio.
Che è insieme di buone senso, ma anche profondamente evangelico.
Invece di mettersi al primo posto consiglia di mettersi all’ultimo.
E abbiamo ascoltato il perché:
se puoi viene uno he è più importante di te dovrai “retrocedere”
se invece sei all’ultimo posto, è molto più facile che sarai invitato a metterti più avanti.
Ma non possiamo non ricordare che Gesù
è colui che, pur avendo il diritto di essere al primo posto,
si è fatto ultimo e disprezzato per poter permettere a tutti di sedere alla mensa del Padre suo.
Così possiamo scoprire che scegliere l’ultimo posto
non è una questione tattica, di convenienza
non è un sentirsi inferiori e colpevoli per aver fatto chissà cosa!
È una vera imitazione di Gesù;
è saper fare come ha fatto il Figlio di Dio: è essere figli in Colui che è l’unico Figlio unigenito del Padre!

La seconda piccola regola del “galateo” del Signore
riguarda invece chi organizza il banchetto.
Possiamo pensare alle tante questioni che sorgono su chi invitare e perché
sul farsi i conti e limitare gli invitati, o rispolverare vecchi rancori o antichi doveri da rispettare…
Gesù invita a mettere da parte tutto questo
e ad avere come criterio di invitare chi non potrà ricambiare!
“Avremo da Dio la ricompensa!” dice il Signore.
Ma anche qui è un modo per imitare Dio.
Perché anche noi oggi, qui, siamo invitati a questo banchetto
ma chi di noi potrà ricambiare Dio che ci offre tutto se stesso?
Possiamo anche noi agire così: non amare chi ci ama
ma offrire tutto ciò che siamo e tutto quello che abbiamo
a chi non ha di che ricambiarci:
sappiamo, così, che Dio soltanto ci ricompenserà.

Lasciamo, allora, che a questa mensa – e alla mensa della nostra vita –
possiamo applicare queste regole di galateo evangelico!
Con Gesù scegliamo l’ultimo posto
e facciamo spazio nella nostra vita a chi non ha di che ricambiarci!
E lasciamo che ora il padrone di casa ci accolga e ci inviti ad andare più avanti
a camminare verso il Figlio suo e metterci alla sua destra
Accogliamo, noi poveri, ciechi zoppi, storpi, l’invito del padrone di casa
che vuole donarci non solo un banchetto
ma tutto di sé: la sua vita, il suo Figlio amato e la comunione del suo Spirito d’amore!

Valledacqua, 1 settembre 2019
XXII domenica del tempo ordinario
Sir 3,19-21.30-31   Sal 67   Eb 12,18-19.22-24   Lc 14,1.7-14

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il richiamo ostinato, non negoziabile,
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che lo annuncia e lo prefigura.