Una luce brilla nelle nostre tenebre!

052012-8Marina di Minturno,
 25 dicembre 2015
Notte di Natale

L’esperienza della notte può essere un’esperienza terribile
Magari noi ce ne accorgiamo poco perché ormai siamo pieni di luce artificiale: lampioni ecc.
Ma la notte… quando nulla si vede, quando i fantasmi si assiepano ovunque
Quando non c’è nessun punto di riferimento perché persino le stelle sono oscurate dalle nubi
La notte si tramuta in tenebra, in buio assoluto che paralizza!
Non è forse questo quello che stiamo vivendo in questo tempo nella nostra storia?
Un tempo in cui non sembra esserci nessuna certezza se non il fatto che noi viviamo!
E così molti dicono: fermiamoci a questo! Costruiamo un mondo basato su di noi
Sui nostri sentimenti, sulle nostre emozioni, sulle nostre idee…
Anche se poi la realtà che è al di fuori di noi ci interpella con urgenza, con forza
A volte anche con violenza e dolore; o con timore e talvolta con speranza…
Addirittura alziamo muri per poter difendere i nostri piccoli mondi
Oppure costruiamo ponti verso non si sa bene dove
E nelle tenebre di un’umanità distratta e insensibile venne a nascere il Figlio di Dio
Non per costruire un nuovo fortino più potente degli altri!
Non per illuderci con un ennesimo ponte lanciato nel vuoto!
No! Egli è nato per vincere ogni tenebra
Per sconfiggere, con la sua carne tremolante e indifesa, ogni notte della vita dell’uomo
È nato per essere luce, per essere luce che rischiara ogni buio terrificante e paralizzante!
Nasce anche oggi in questo nostro tempo di tenebre per noi
Per essere una speranza vera per noi…
Una speranza vera, concreta, possibile: quella che nasce dalla sua luce divina che dona salvezza!
Nelle tenebre vivevano anche i pastori che stavano a Betlemme quella notte che Gesù nacque
Non erano nella cittadina illuminata, né nei casolari sicuri
Ma nella notte della campagna…
E chiamati andarono verso la luce!
Noi! Stanotte, chiamati ci mettiamo in cammino verso la luce che è Gesù Signore?
Noi! Stanotte siamo di quelli che si lasciano accendere da una vera speranza?
Siamo di quelli che nelle tenebre di questo tempo sanno essere annunciatori di una speranza vera?
Mettiamoci in cammino nella notte verso questo altare dove il corpo del Figlio del Padre
Luce da luce, si offre a noi e illumina le nostre tenebre… fino a vincerle!

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I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.