una nuova teologia della liberazione

Broken-Chains-3Valledacqua, 2 dicembre 2018
I domenica di Avvento
Ger 33,14-16, Sal 24; 1Ts 3.12 – 4,2; Lc 21,25-28.34-36

È al cuore del Vangelo di questa Messa
la chiave per poter intendere ogni cosa
e capire come vivere il tempo d’Avvento che abbiamo appena cominciato

Alzate il capo… è vicina la vostra liberazione!

Nel secolo scorso c’è chi ha pensato che l’opera di Dio
fosse un’azione puramente storica, politica, sociale;
c’è chi ha costruito una teologia della liberazione dell’uomo
o, meglio, dei popoli oppressi e prigionieri di regimi inumani

Cose talvolta anche belle e suggestive!
Ma limitate, provvisorie, cucite soltanto con gli scampoli di ideologie stantie

Ora Gesù non parla di una liberazione piatta, bidimensionale.
Si tratta di una liberazione che investe tutte le dimensioni dell’uomo
E non solo dell’uomo, ma di tutta la creazione!

Gesù viene a portare una liberazione totale, piena
e non tanto ad una massa di persone, sebbene targate col nobile termine di “popolo”
Gesù viene a liberare ogni persona
Una moltitudine di uomini e di donne concreti

E la sua liberazione è piena, totale:
anima e corpo; spirito e materia; interno ed esterno

Dobbiamo ancora scrivere, nella Chiesa,
questa teologia della liberazione totale dell’uomo
di ogni uomo
di un popolo che nasce liberato e liberante
di una creazione affrancata dall’oppressione del peccato e della corruzione

Mentre ci pensiamo e la maturiamo
oggi il Vangelo ci annuncia questa opera straordinaria di Dio
davanti alla quale le potenze del mondo
crollano, vacillano, fanno salire o scendere spread o likes

“Non preoccuparti: questo è il mestiere di Dio”
Dio viene a liberarti…
Sconvolge il cielo, la lune, le stelle e la crosta terrestre
per poter liberarti!

C’è solo una cosa che occorre fare: alzare il capo!

Cosa difficile
Cosa complessa

E Gesù lo sa! Tanto che ci elenca tra cose che ci impediscono di alzare la testa:
dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita

La prima sono le dissipazioni
– un termine un po’ antiquato! –
sono quelle cose nelle quali perdi il tempo
come dire quelle cose nelle quali uno si perde, si aliena

La vita diventa come una melma di momenti insignificanti
uno stile di vita che non ha ritmo, né obiettivi
le cose accadono, ma uno è lì a guardare che tutto scorre

Una vita dissipata è una vita che anche se incontra la liberazione
va oltre: non riesce a fermarsi e a dargli importanza

Ci sono poi le ubriachezze!
Quelle cose belle di cui non riusciamo a fare a meno
Sono passioni che ci prendono il cuore, il tempo, la vita…
e ci dedichiamo a quelle, giorno e notte!
Non una vita dissipata! No!
è una vita impegnata, presa, conquistata
da cose anche belle, lodevoli e degne!
oppure cose brutte, magari da nascondere

Ma una vita da ubriachi non gli interessa la liberazione
già si è liberi e soddisfatti di quel piccolo pezzetto di soddisfazione che si ha

E, in ultimo, gli affanni della vita!
Sì, quelli che tutto fanno loro,
quelli che niente gli va bene, ma sono appesantiti dalle cose
quelli che sono schiacciati dalle cose da fare, dagli impegni
e non c’è tempo per niente

Capite che anche qui… la liberazione può bussare alle porte
ma uno è affannato e stanco… non ha tempo, non può appesantirsi di più

E allora, Gesù viene con la sua liberazione, ma noi siamo
chini con la vita per terra, intenta alle cose che ci occupano il cuore
in una vita dissipata, senza spina dorsale
o in una vita affascinata dalle cose che vive come fosse il paradiso in terra
o in una vita affaticata dai troppi affanni, dai troppi doveri da compiere

E il Vangelo oltre ad annunciarci una liberazione integrale
oltre a farci scoprire come possiamo tagliar fuori dalla nostra vita questa liberazione
ci offre anche una via:
stare attenti in una preghiera piena e continua…
Vegliate in ogni momento pregando!

Solo questa è la via per vedere la liberazione – già operante – del Signore
e lasciare che ci salvi

Se tu non vigili su te stesso
ponendo lo sguardo sul Signore che viene
la libertà che Gesù dona non puoi accoglierla

Rimani vittima di ogni cosa

Rimani schiavo della tua vita

Rimani incatenato, alienato, abbarbicato ai tuoi interessi o ai tuoi guai

Vegliare, allora, è lasciare che la tua vita abbia una porta d’uscita
Pregare è poter lasciare che qualcuno possa venire a liberarti dalle tue prigioni

Avvento, questo tempo, è imparare ad alzare la testa
per scoprire che c’è qualcuno che sta operando una liberazione
C’è qualcuno che è venuto – e continua a venire – anche per te!

Avvento è il tempo breve in cui impariamo a dire a Dio:
“Sì… vieni a liberarmi… vieni a salvarmi!
Io, nonostante le mie impossibilità, mi consegno a te!”

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La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
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un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
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di cui questo non è che l'immagine,
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