Una Via Crucis per la Settimana Santa VII

Gesù è deposto dalla croce

XIII stazione
Gesù è deposto dalla Croce

 

silenzio

 

prega il Trisaghion

Agios o Theos Santo Dio
Aghios Ischyros Santo Forte
Aghios Athanatos Santo Immortale
Eleison ymas Abbi pietà di noi!

 

 

Gesù è deposto nel sepolcro

XIV stazione
Gesù è deposto nel Sepolcro

Presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parasceve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù. (Gv 19,40-42)

Gesù è morto, ma Egli è colui che vince la morte e distrugge le porte degli Inferi
Egli è Dio che riposa nel settimo giorno, allo spuntare le luci del giorno ottavo
Uscirà vincitore dal sepolcro e donerà al mondo la grande misericordia
Egli è l’uomo nuovo che entra nel giardino della nuova creazione , il nuovo Adamo addormentato
E dal suo costato – squarciato – nasce la Chiesa, nuova Eva, la famiglia dei risorti con Lui

Gloria a Te, o Misericordioso, che hai vinto la morte!
Gloria a Te, o Amico dell’uomo, che sei il Tempio definitivo della vera salvezza!

 

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dalla Regola di vita
Accoglienza degli ospiti
La presenza di ospiti può essere più estesa di un mese a condizione che non si prolunghi oltre un anno e che la persona abbia un lavoro con cui mantenersi.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.