Una Via Crucis per la Settimana Santa VI

Gesù è inchiodato sulla croce

XI stazione
Gesù è inchiodato sulla Croce

Il Signore disse a Mosè: “Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita”. Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita. (Nm 21,8-9)

Lo aveva detto il Signore: “Come Mosè elevò il serpente nel deserto così sarà elevato il Figlio dell’uomo” (Gv 3,14)
Parlava di sé: elevato in alto perché tutti lo potessero vedere e trovare salvezza
Parlava di sé: prende nella sua carne il veleno di tutto il popolo e di tutta l’umanità
Parlava di sé: è sacrificato per compiere ogni giustizia, perché tutto sia compiuto
Ma ha anche detto: “e io, quando sarà elevato da terra, attirerò tutti a me!” (Gv 12,32)

Agnello di Dio, tu che hai preso su di te il peccato del mondo, abbi misericordia di noi!
Agnello di Dio, tu che hai espiato la pena di tutti gli uomini, donaci la vera pace!

 

Gesù muore sulla croce

XII stazione
Gesù muore sulla Croce

In quel giorno io mi impegnerò a distruggere tutte le nazioni che verranno contro Gerusalemme. Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a me, colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito. (Zc 12,9-10)

Ed ecco lo spettacolo del mondo: Dio trafitto dall’uomo!
Ecco la bellezza che non può essere imitata: il Padre che dona il suo Figlio per amore dell’uomo!
Ecco la pienezza della Legge: Colui che ama noi mentre siamo ancora peccatori e omicidi!
Qui, nel Signore crocifisso, Dio si svela e mostra il suo volto terribile e luminoso!
Qui, in Gesù appeso al legno, ogni cosa si riassume; la fine del mondo è già compiuta!

O Padre, perdona noi che non sappiamo che cosa facciamo!
O Padre, donaci lo Spirito di Sapienza per riconoscere in Colui che abbiamo trafitto la nostra salvezza!

 

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dalla Regola di vita
Vita di preghiera
L’esigenza della comunione con tutta la Chiesa e con il popolo d’Israele invita ogni comunità a tenere in grande conto anche le feste delle Chiese orientali, le memorie dei santi patriarchi e profeti, le solennità ebraiche e a inserirle nel proprio calendario annuale.

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.