Lo scandalo dell’Occidente

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San Leone Magno e Attila

Marina di Minturno,
27 settembre 2015
XXVI domenica del Tempo Ordinario, anno B

Sentiamo parlare spesso di “scandalo”, di “indignazione”
È una cosa molto presente nel nostro mondo, nelle nostre cose
Ci si scandalizza per tante cose: i politici che rubano, le aziende che truffano…
Tante, tante cose! La nostra è una società dello scandalo!
Forse anche troppo…
Anche il Vangelo oggi parla di scandalo
E in un modo così duro che non ci sembra quasi il “dolce” Gesù che ci immaginiamo
La differenza tra lo scandaloso della nostra società e lo scandalo di Gesù
È tutta nel soggetto!
Noi ci scandalizziamo per gli altri; Gesù dice che lo scandalo riguarda proprio noi!
Nella nostra società, infatti, non si tratta di riconoscersi come uno che scandalizza
Ma si tratta di accusare, di puntare il dito, di indignarsi… per gli altri che fanno cose cattive
Nel Vangelo Gesù è chiaro: qualcosa di te genera scandalo…
Non negli altri, ma in te!

Che differenza abissale!
Non accusare gli altri! Accusa te!
Che cos’è questo scandalo, allora, di cui parla Gesù?
È quando un nostro modo di fare, di agire, di ragionare fa vacillare la fede di un’altra persona
Così facilmente oggi si disprezzano le cose della Chiesa, della fede!
È uno scandalo di cui dovremo rendere conto a Dio!
Se tu non preghi, non dimostri stima per la Chiesa e gli uomini di Chiesa
Se tu non cerchi di conoscere il Vangelo, ma ti accodi ai discorsi da bar sulle questioni di fede
Se tu non educhi alla fede i tuoi figli e non sei di esempio agli altri con scelte di fede coerenti
Scandalizzi i piccoli, cioè quelli che non sanno molto della fede, di Cristo… i giovani, i ragazzi…
Molti non si rendono conto che i popoli del sud del mondo
India, Africa, Medio Oriente, Sud America ecc. ecc.
Non sono tanto scandalizzati dalla ricchezza del mondo occidentale
– a loro modo stanno costruendo una loro ricchezza che ci sovrasterà –
Sono scandalizzati, invece, dal fatto che Dio non ci interessa, che Dio non lo vogliamo
Esiliare Dio, disprezzare le proprie radici cristiane
È un vero scandalo del nostro mondo occidentale!
Che, tra l’altro, alimenta anche molto fondamentalismo e gli da anche ragione

Noi, invece, dobbiamo non dare scandalo!
Dobbiamo essere capaci di offrirci come esempio e modello a tutti coloro che non conoscono Dio
I popoli non cristiani si aspettano da noi una parola vera su Gesù, su Dio
Desiderano vedere la Chiesa come comunità di fede, di speranza vera e di comunione
Ma anche i giovani, i ragazzi! Perché non credono più o non vengono in Chiesa?
Perché dite che la Chiesa è chiusa e retrograda? Perché la Messa è noiosa?
No! È che cercano autenticità, verità, persone coerenti e responsabili!
E invece, che cosa trovano?
Cristiani annacquati pronti a credere a una parola di Maometto più di una del Vangelo!
Trovano una Chiesa che vuole soltanto essere una sala giochi per bambini e ragazzi
E poi una cultura che non vuole Dio, ma cerca solo il torbido dell’umanità…
Tutti questo non interessa né alle giovani generazioni, né ai tanti popoli non cristiani!

Il vero problema dei rifugiati, dei popoli che stanno migrando in Europa, infatti,
Non è il loro numero o le loro convinzioni
È, piuttosto, la nostra debolezza, la nostra mollezza
Il fatto che siamo loro di scandalo!
Non annunciamo loro il Vangelo!
Vorremmo soltanto fargli vedere che siamo bravi!
E loro, invece, cercano da noi qualcosa che solo il Vangelo possiede:
Una vita vera, la comunione della Chiesa, il tesoro di duemila anni di sapienza cristiana!

Così oggi noi dobbiamo davvero chiedere al Signore che ci aiuti a togliere tutto quello che scandalizza
Anche se dobbiamo sembrare più stupidi, meno progrediti, non aggiornati…
Questa è, infatti, la minaccia per i cristiani oggi:
Se non sei moderno, se non pensi come tutti
Sei retrogrado! Aggiornati!

Il Vangelo oggi è chiaro!
E le parole di san Giacomo ancora di più:
Ora a voi, ricchi: piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi!
Le vostre ricchezze sono marce, i vostri vestiti sono mangiati dalle tarme.
Il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine,
La loro ruggine si alzerà ad accusarvi e divorerà le vostre carni come un fuoco.
Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni!
Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato, grida,
E le proteste dei mietitori sono giunte alle orecchie del Signore onnipotente.
Sulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati per il giorno della strage.
Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non vi ha opposto resistenza.
Che parole terribili, per noi, popoli ricchi di questo tempo!
Come possiamo rendere giustizia ai tanti popoli che bussano alle porte della nostra ricchezza?
Come fecero i cristiani alla fine dell’Impero Romano:
Condividendo il tesoro dell’autentico Vangelo con onestà, con forza, con sicurezza evangelica!
San Leone Magno fermò il terribile Attila con l’annuncio del Vangelo
La cristianità medievale operò da lì una sintesi insuperata tra Vangelo e culture diverse!
Oggi anche noi possiamo donare il tesoro della sapienza evangelica
Non ad un mondo ricco e corrotto che la disprezza e la ritiene antiquata
Ma a tanti popoli che cercano la vera ricchezza che noi custodiamo: la sapienza evangelica!

Non scandalizziamo i piccoli di questo mondo!
Offriamo alle giovani generazioni e ai popoli non cristiani la pienezza della fede!
Diventiamo cristiani veri, convinti, capaci di donare il Vangelo…
È per questo che stasera Gesù si offre a noi!
È per questo che stasera lo Spirito ci raduna come la Chiesa, suo corpo
È per questo che il Padre ci colma del suo amore ricco di misericordia!

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dalla Regola di vita
Vita di castità
Se non ci fosse la certezza interiore di questa chiamata, non si arrischi ad intraprendere una via così esigente: senza la grazia della vocazione non si può tener fede ai propri impegni specialmente in questo campo.

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.