La piccola via di una perfezione possibile

maxresdefaultFirenze, Badia fiorentina
11 ottobre 2015
XXVIII domenica del Tempo Ordinario, anno B

“Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito”

Vorrei che cogliessimo l’assurda audacia e la tracotanza di queste parole di san Pietro!
Vi rendete conto di che cosa era successo?
Era venuto questo uomo – ricco – che voleva seguire Gesù e se ne va triste
Poi Gesù dice la famosa frase sul cammello che passa nella cruna di un ago
Come a dire: “davvero è difficile lasciare ogni cosa e venire dietro a me”
E Pietro, che fa? Fa come quei ragazzi che vengono da Napoli nel paese dove vivo io
Un po’ tracotanti, capiscono tutto loro, neanche si rendono conto dei loro limiti
Ma si fanno avanti, ti promettono mari e monti…
Pietro fa un po’ come loro; totalmente fuori luogo, si vanta!
Dopo tutti quei discorsi del Signore mette avanti la capacità sua e dei suoi amici
Le parole di Pietro suonano proprio così:
“Questi non sono buoni, ma noi sì! Noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito!”

Ora la questione è che se tutto si fermasse a Pietro e fosse una storia lontana
È carino, ci facciamo una risata e andiamo avanti
Invece qui, cari miei, c’è anche il nostro dramma!
Purtroppo, e troppo spesso, dentro di noi abita lo stesso diavoletto di san Pietro
Quante volte anche noi vediamo un cristiano che non si comporta bene
Un prete che da scandalo, un monaco che non vive fino in fondo la sua vita
E dentro – magari molto dentro, ma possiamo sentirlo – qualcosa di noi dice a Gesù
“Io, però… ho lasciato tutto e ti seguo!”
Questo sottile vanto… di essere buoni, di essere santi
O per lo meno di essere non proprio all’ultimo posto, ma almeno al penultimo
C’è qualcuno peggiore di me… e io! posso vantarmi!
Così, davvero, dobbiamo imparare a diffidare di noi stessi
Dobbiamo scoprire che lasciare tutto e seguire Gesù non ci è possibile
Tutti noi abbiamo un piccolo filo che ci lega la terra
E il Libro di Vita (n. 98) ci ammonisce, ricordando san Giovanni della Croce,
Che anche un piccolo laccio impedisce all’uccello di volare
Vorrei che ci rendessimo conto che proprio noi che siamo “vicini” al Signore
Siamo i più esposti a questa sottile superbia spirituale
A questa “mondanità” del cuore per cui ci vantiamo
Quello che papa Francesco chiamerebbe uno spirito pelagiano:
Siamo i protagonisti della nostra salvezza!
E da qui smettiamo di essere evangelizzatori, missionari
Eh sì! Non ci interessa più degli altri! Della loro salvezza…
Semmai ci interessa che “noi abbiamo lasciato tutto e seguiamo Gesù”
E gli altri, no! Meno male: così posso vantarmi!
Tutta la nostra spiritualità rischia di naufragare e di inciampare miseramente
Su questo sassolino di interiore superbia!

Però
Lasciatemelo dire! Il mio cuore non si rassegna…
Dietro il diavoletto della superbia avverto che c’è qualcosa di grande, di vero!
C’è un ideale che … mi piacerebbe raggiungere!
Pensate voi! Lasciare tutto… seguire solo Gesù!
E qui, allora, dobbiamo ascoltare – nel profondo, con le orecchie del cuore! –
L’angoscia dei discepoli che si chiedono: “Chi mai si potrà salvare?”
Un’angoscia, però, che ci fa dire: non è roba per me!
Per cui… ci sono i consigli del Vangelo, e poi il minimo… mi accontento di quello!
Dall’unione di questi due aspetti
Si è sviluppata una spiritualità che ha tanto segnato molti laici, religiosi e sacerdoti…
La spiritualità di una continua mortificazione di tutti i desideri più belli e alti!
Una spiritualità della falsa umiltà e della mediocrità…
Se non posso lasciare tutto e seguire davvero Gesù
Ci accontentiamo di fare quello che possiamo… e spesso è davvero poco!

Ma Gesù! Proprio oggi ci fa alzare lo sguardo e di invita ad essere evangelicamente perfetti!
Sì… non siamo condannati alla superbia o alla mediocrità!
“Impossibile agli uomini, ma non a Dio!”
Questo è il Vangelo di oggi: lascia fare al Signore! Tu devi solo donare la tua disponibilità!
Poi lascia che sia Lui a plasmarmi, a lavorarti, a “scolpirti”
Vuoi lasciare tutto? Non devi farlo tu! Lasciati spogliare dalla provvidenza del Padre!
Vuoi seguire Gesù? Non muovere tu i tuoi passi: fatti muovere dallo Spirito Santo!
Vuoi essere perfetto? Accogli lo sguardo pieno di amore di Gesù!
Come un potente e precisissimo raggio laser guarirà la cataratta della tua anima
E scoprirai, allora, vedrai la vera libertà, la vera perfezione…
Non quella che ti pone sopra gli altri, ma sotto ogni altro!
– Quella che ha animato la Madonna santissima…
Lei che pur essendo perfettissima, si è sempre sentita l’ultima dell’umanità!
Come argilla duttile si è messa nelle mani del suo Signore! –
Gesù ce l’ha descritta, questa perfezione, alla fine del Vangelo che abbiamo ascoltato
Proprio come risposta a Pietro… ve la traduco un po’:
“Mica sei tu che lasci qualcosa per me, caro Pietro…
“Sono io che ti dono tutto, se tu lasci qualcosa per me e per il Regno del Padre mio
“Tu lasci un campo? E io te ne do cento! Lasci una casa? Io te ne do cento!
“O Pietro, non riuscirai a battermi se facciamo a gara a chi dona di più!”

Carissimi, se le cose stanno così
Abbiamo solo due strade:
Quella dell’orgoglio che ci fa mettere al centro tutto quello che noi facciamo per Dio e
Allora, siamo tristi come quell’uomo: ancora sta in giro a vendere quello che ha!
– il problema è che più proviamo a lasciare qualcosa per Gesù e più abbiamo! E non finiamo più!
Per questa strada non arriveremo mai! E saremo sempre tristi…

Oppure c’è un’altra via (ce l’insegna Santa Teresa di Gesù Bambino):
Accogliere con una piccolissima umiltà, l’immensa misericordia del Padre
Puntare gli occhi sul centuplo che Dio ci dona!
E Dio ce lo dona non quando abbiamo la pretesa di aver dato tutto
Ma quando proviamo a donargli qualcosa, quando seriamente ci abbandoniamo alla sua opera
Allora il nostro cuore si colma di immensa gioia e gratitudine
E si aprono le porte della missione: diventiamo gioiosi annunciatori per tutti di questo dono!

Ad esempio noi ora…
Doniamo al Padre cose misere: un po’ di pane azzimo, un po’ di vino e acqua…
Ed ecco Egli ci dona il suo Figlio!
Che faremo? Ci vanteremo in eterno di aver dato un po’ di pane a Dio?
Magari tralasciando che questo pane è diventato la presenza viva di Gesù?
Come non essere pieni di gioia, invece, di questo prodigio: noi diamo un po’ e riceviamo tutto!?
E, soprattutto, come non annunciarlo a tutti?
Andiamo e siamo testimoni di questo grande annuncio…
Se lasci qualcosa per Dio… Egli ti colmerà di vita eterna!!!
Venite, approfittate tutti dell’immensa misericordia di Dio per noi!
Accostiamoci al Dio fonte di ogni bene e di ogni misericordia!

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2 Commenti a “La piccola via di una perfezione possibile”

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dalla Regola di vita
Strutture di comunione
Per questo ogni membro della fraternità avrà a cuore di sentirsi pienamente corresponsabile del bene della comunione fraterna e si spenderà totalmente nell’opera affascinante e faticosa del discernimento comunitario evitando gli opposti scogli del comunitarismo e dell’individualismo.

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.