Articoli marcati con tag ‘2016’

senza parole… senza stancarsi mai…

Marina di Minturno
16 ottobre 2016
XXIX domenica del Tempo Ordinario

Questa parabola della vedova importuna o del giudice disonesto è un po’ particolare:
Non vuole essere un esempio, un modello, una cosa da seguire
Vorrebbe dire anzitutto che Dio è uno distratto e preso nelle sue cose
Uno che devi cercare di convincere, che devi stressare per ottenere qualcosa
E la preghiera verrebbe ridotta a quello che Gesù condanna espressamente:
“Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole” (Mt 6,7)
Così il significato di questa parabola non può essere:
“Non smettere di chiedere a Dio con molte parole come fa la vedova!”
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Il segreto per crescere nella fede

San Paolo e san Timoteo

San Paolo a san Timoteo: “Soffri con me per il Vangelo!”

Marina di Minturno
2 ottobre 2016
XXVII domenica del Tempo Ordinario

Vogliamo anche noi, come gli Apostoli, chiedere al Signore: “Aumenta la nostra fede!”
Vorremmo capire come fare per essere capaci come loro di giungere
Ad avere una fede così grande da superare ogni difficoltà pur di annunciare il Signore a tutti
E addirittura di poter donare la vita per lui nel martirio o nella dedizione piena al Vangelo!
Abbiamo ascoltato, infatti, nella seconda lettura il grande spirito di fede
Con cui san Paolo viveva la sua prigionia, le sue sofferenze per il Vangelo!
Un cammino ci è posto davanti: da un fede debole ad una fede capace di offrire tutto se stessi!
Ma… come fare?
Le due piccole parabole di questo Vangelo ci fanno comprendere il segreto
Per crescere nella fede come gli Apostoli
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Agosto 2016

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Siamo nel cuore dell’estate. Un mese che dedichiamo alla preghiera personale e ad una vita comunitaria meno impegnativa. Però è anche un mese pieno di incontri, di visite, di esperienze diverse! Ad esempio abbiamo conosciuto le monache di Boville anche se molto rapidamente… Leggi il resto di questo articolo »

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I primi e gli ultimi

Church-Pew-with-WorshippersMarina di Minturno
21 agosto 2016
XXI domenica del Tempo Ordinario

Chi sono gli ultimi? E chi sono i primi?
Facile descrivere i “primi”: sono quelli a cui rivolge Gesù nel Vangelo
E di cui ci da una descrizione molto dettagliata
Proviamo a descrivere i “primi”
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Luglio 2016

laverna
Abbiamo iniziato il mese di luglio con un’esperienza in parte nuova: siamo tornati a La Verna, ma questa volta non da soli, ma insieme a diversi amici: Ilva e Giuseppe; Gaetano, Alessio, Stefano; Francesco, Monica, Chiara e Serena. Tanti altri avrebbero voluto venire, ma non gli è stato possibile. Siamo partiti il 1° luglio e abbiamo fatto tappa al Santuario della Madonna del Sasso, a Bibbiena, dove abbiamo celebrato la Messa. Poi abbiamo fatto una visita all’Eremo di Camaldoli e abbiamo incontrato Maria, di Gaeta! Siamo quindi giunti nel pomeriggio a La Verna in tempo per la Via Crucis e i Vespri. Lì abbiamo anche accolto Massimiliano, un nostro amico di Pistoia, che ci ha raggiunto lì. Il giorno seguente abbiamo partecipato alla preghiera liturgica dei frati, abbiamo fatto un incontro tra di noi e poi un momento di incontro con fra’ Luigi, il nostro amico novizio ponzese. Per il pranzo ci ha raggiunto Andrea di Firenze che è stato con noi tutto il pomeriggio. La sera ci hanno lasciato Francesco, Monica e le figlie. La domenica mattina siamo ripartiti e abbiamo fatto tappa ad Assisi. Un bel viaggio alla scoperta della santità e della vita fraterna! Leggi il resto di questo articolo »

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dalla Regola di vita
Abitazione e stile di vita
Ordinariamente la casa non è di proprietà della comunità, né della fraternità. Essa non è isolata, ma è collocata in un ambiente urbano o nelle sue immediate vicinanze.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.