Articoli marcati con tag ‘Settimana Santa’

Spettacolo

Luca Signorelli - Crocifissione

Giovanni ci riferisce queste parole di Gesù:
“Dove vado io, voi non potete venire”
L’ha detto ai giudei (Gv 8,21) e poi ai discepoli (Gv 13,33).
Nella sua Passione noi non possiamo che stare a vedere!
Ed è quello che racconta san Luca oggi, come abbiamo sentito.
La crocifissione è uno spettacolo: una cosa da vedere, a cui assistere (Lc 23,48).

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Andiamo anche noi a morire con Lui!

Sono le parole che Tommaso dice quando Gesù decide di “salire” a Gerusalemme  (Gv 11,16). Gli Apostoli capiscono che Egli va incontro alla morte. E comprendono che devono seguirlo per la stessa via. Sembrerebbe di no! Ma proprio questa piccola espressione che Giovanni ci rivela evidenzia la consapevolezza che i Dodici hanno di dover donare la loro vita proprio come il Maestro. Gesù, il Signore, per primo dona la sua vita, seguito da una moltitudine di fratelli e di sorelle. Egli non è solo il primogenito di quelli che risorgono dai morti (Col 1,18), ma è anche la primizia di coloro che sono morti (1 Cor 15,20) abbandonandosi alla volontà del Padre per la salvezza del mondo. E noi, chiamati a seguirlo per questa via, siamo invitati in questa settimana a contemplare il dono d’amore del Figlio per noi, contemplarlo per poterlo imitare quando e come lo Spirito ce lo indicherà!

Buona Settimana Santa!

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Entriamo nel Triduo Santo

Ecco… i giorni della salvezza giungono
lo Sposo, sottratto alla nostra vista
Perseguitato, deriso e ucciso
– sulla Croce per amore nostro –
lo Sposo ci raggiunge col suo splendore
Lì dove ci siamo rifugiati
Nei nostri inferi
Nelle nostre porte chiuse
Ci raggiunge e ci salva!


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dalla Regola di vita
Accoglienza e formazione dei nuovi membri
La comunità accoglie le persone che vogliono farne parte ammettendole a vivere nella casa che abita e proponendo loro un cammino di discernimento vocazionale e di coinvolgimento graduale nella vita comune.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.