Articoli marcati con tag ‘domenica’

un galateo evangelico

Persino Gesù ci offre oggi un suo “galateo”!
Perché le due piccole parabole che abbiamo ascoltato si riferiscono proprio
a “buone maniere” da avere quando si fanno banchetti.
Ma dobbiamo subito notare una cosa:
il galateo evangelico è un po’ distante dalle logiche che incontriamo di solito.
Non perché vuol essere “alternativo” ad ogni costo,
ma perché, piuttosto, il Vangelo ci indica
un modo di vivere, di pensare e di agire
che, senza negare ciò che è bene e opportuno per ogni persona e ogni cultura,
è sempre oltre e apre dli spazi per una umanità rinnovata e più autentica.
L’annuncio evangelico quasi mai si contrappone,
ma, sempre, offre una possibilità più alta, più esigente e più liberante!

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salvezza

Alla domanda fatta a Gesù nel Vangelo di oggi: “Sono pochi quelli che si salvano?”
noi diremmo che è una domanda sbagliata o daremmo una risposta un po’ scontata:
“Tutti si salveranno, perché la misericordia di Dio è infinita!”
Ma per far questo dovremmo mettere da parte Gesù e cancellare qualche passo del Vangelo.
Gesù, in effetti, offre una risposta che non elude la domanda
e, soprattutto, non offre la risposta che noi ci aspetteremmo.
Vediamo che cosa dice Gesù!

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cantus firmus

Il Signore Gesù non sempre è simpatico e accomodante.
Il Vangelo che abbiamo ascoltato ce lo presenta deciso, fermo e scostante!
Non cerca compromessi con i Samaritani che non lo accolgono;
a chi vuole seguirlo chiede cose che sembrano addirittura disumane.
Non sembra essere il Gesù che ci aspettiamo!
È che qui san Luca ci presenta un aspetto importante della vita cristiana
– un aspetto a cui lui tiene molto, se cui torna anche negli Atti –
e quest’aspetto è la radicalità con cui bisogna vivere la fede e il Vangelo.

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di più

Se c’è un desiderio che abitava il cuore di Gesù – e che lo abita ancora, in realtà –
è quello di “sfamare”, “dissetare”, di offrire la vita a ogni creatura.
Il Vangelo oggi ce lo fa capire bene:
i discepoli avrebbero voluto “congedare la folla”, anche giustamente.
Hanno fatto quello che dovevano fare, forse anche qualcosa in più,
e ora ognuno può andare a casa sua…
Ma Gesù no! Gesù non vuol solo insegnare e guarire
Gesù vuole sfamare e prendersi cura totalmente di queste persone!

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grazia

Una delle cose che ci dividono dalle Chiese dell’Oriente cristiano
è proprio un piccolo particolare della visione della Trinità.
Noi la risolviamo con il fatto che sono cose “teoriche”, che non riguardano la nostra vita,
che alla fine è importante volersi bene più che pensare la stessa cosa.
Molti, specialmente tra i monaci dell’oriente, non la vedono così
e questa questione è una cosa centrale, essenziale…
Che cosa possiamo ricavarne?
Dobbiamo scoprire che la verità su Dio – e, di conseguenza su tutto ciò che esiste – è importante!
Può sembrarci inutile, talvolta anche divisiva, ma è qualcosa che riguarda la nostra vita.
Può sembrarci strano, ma è profondamente diverso credere nella Trinità
o credere nel Dio dei musulmani.  O in un mondo divino come nell’induismo.
Diverso è fare di questo una contrapposizione inconciliabile e, addirittura, che conduce all’odio.
Ma dobbiamo capire bene che professare la nostra fede
– anzi cantarla, come facciamo nella liturgia –
è importante, prezioso. Non solo “praticarla”, ma anche dirla con le parole e le nostre scelte.

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dalla Regola di vita
Composizione della comunità
Possono essere ammessi anche persone inferiori a quest’età, a norma del Codice di Diritto Canonico, ma non possono pronunciare i voti.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.