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entra nella gioia!

La giustizia che oggi troviamo nella parabola del Signore non è proprio giusta!
Se lavoro di più devo esser pagato di più! Questo è giusto!
C’è chi, allora, legge questo Vangelo in modo diverso trovando una giustificazione a Dio.
Ed è molto stimolante, bello… ma l’ingiustizia rimane.

Dobbiamo chiederci, però, se ci sono situazioni simili in cui noi diremmo che è “giusto”
quello che abbiamo ascoltato nel Vangelo.
E, in qualche modo, se invece di una paga in denaro noi pensiamo, ad esempio,
ad un concorso per un posto di lavoro o all’assegnazione di una casa, di un ufficio ecc.
allora le cose tornano… la ricompensa è unica, uguale per tutti.

E questo ci spinge a pensare, allora, alla ricompensa che abbiamo nei cieli.
A quel paradiso che ci attende e che in qualche modo ogni uomo cerca!
E sentiamo anche noi sorgere questa obiezione – così da perbenisti! –
“Ma possibile che quello che ha ucciso, seviziato, rubato… vada in paradiso come me?”
Anche noi ragioniamo come questi operai… e diventiamo “invidiosi” perché Dio è buono!

Questa è la “malattia spirituale” degli operai della prima ora!
Davanti alla bontà eccessiva di Dio, in loro cresce l’invidia.
Cresce il risentimento verso i compagni che hanno lavorato con loro.
E se è vero che hanno sopportato il caldo del giorno e il lungo lavoro
è anche vero che il lavoro per entrare nel Regno dei cieli è uguale per tutti!
Come un contratto a progetto!
Puoi avere tanto tempo per farlo oppure pochi giorni… ma quello che il datore di lavoro vuole è il risultato!
Così è beato chi ha tutta la vita per farlo e non doverlo concentrare in poche ore!

C’è, infatti, una bella frase che descrive la ricompensa per chi lavora nella vigna del Signore!
“Prendi parte alla gioia del tuo padrone” (Mt 25,21)!
Questo è il vero denaro che riceviamo. Non un premio, non una vita beata
Ma la partecipazione ad una gioia che ci precede e che condividiamo
con Dio, che è il nostro Signore, ma anche con chi Egli ammette a questa gioia.

Lasciamo che in noi, allora, davanti a questa bontà immensa del Signore che si offre a noi sull’altare
non nasca l’invidia perché Egli è ricco di misericordia
ma lo Spirito Santo costruisca in noi
l’entusiasmo di essere chiamati a partecipare alla gioia del Regno!

Il santo sacramento che celebriamo, ci doni di poter già gustare questa gioia
e, mentre continuiamo a lavorare nel campo del Signore,
viviamo già nella luce di questa felicità eterna
e con la gioia del nostro Signore, accogliamo anche i lavoratori dell’ultima ora.

Valledacqua, 20 settembre 2020
XXV domenica del Tempo Ordinario
Is 55,6-9; Sal.144; Fil 1,20-27; Mt 20,1-16

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