La fede che salva

Una volta, un mio amico prete, mi disse che il prefazio di questa Messa
era ormai passato, un linguaggio astruso, distante dall’uomo di oggi
e che bisognerebbe cambiare questo modo di parlare che non si capisce più.
Peccato, però, che il prefazio di questa Messa è come una specie di riassunto
della fede della Chiesa, è un concentrato dell’opera dello Spirito Santo nel cuore di tanti credenti.

Ma le parole del mio amico, però, sono sulla bocca di molti credenti, preti o no.
Anche espresse in altro modo. Come se uno si sentisse a disagio con quello che la Chiesa insegna.
Sembrano cose medievali. Retaggi un po’ barocchi. Orpelli da cui liberarci
Un po’ come quegli arredi sacri che troviamo a caro prezzo nei negozi di antiquari.
E in questo, si invoca il Concilio Vaticano II… che sarebbe una liberazione della Chiesa.

Ora, proprio il “Concilio”, invece, proprio tutte questi residui di fede ama e presenta come necessari.
Quello che il Vaticano Secondo ha inteso fare è far conoscere meglio e a tutti
proprio questa fede della Chiesa, proprio questi concetti strani e astrusi.
In questo e per questo ha voluto essere un “concilio pastorale”: il cui fine fosse non la dottrina di fede
ma il suo donare questa fede, amata e custodita dalla Chiesa, Popolo santo di Dio.

C’entra molto questo con la liturgia che stiamo celebrando,
perché il Vangelo che abbiamo ascoltato ci fa scoprire come il credere è essenziale alla salvezza!
Gesù si è fatto carne, è morto ed è risorto per poter salvare l’uomo.
E tutta la definizione della fede cristiana sulla Trinità che oggi celebriamo
è stata segnata da uomini che hanno lottato per ogni singola idea…

Non per ragioni ideologiche – erano totalmente estranei a questo modo di ragionare! –
ma perché erano convinti che ogni modo errato di credere conducesse l’uomo lontano dalla salvezza!
Proprio il contrario di noi… che diciamo che non conta molto se uno non crede alla verginità della Madonna
o se uno non crede che Gesù sia realmente risorto e così via… l’importante è altro, diciamo…

Ora il Concilio Vaticano Secondo ha avuto come cuore il desiderio che era negli antichi Padri della Chiesa:
donare alle nuove generazioni la fede che può condurre alla salvezza!
In questo è stato totalmente nuovo rispetto a Trento e ai tanti Concili di riforma del medioevo!

È stato un concilio “antico”: in cui l’amore per la dottrina cristiana non finiva con la sua formulazione esatta
o con il correggere errori nella Chiesa, nel clero o tra la cristianità.
Ma questo amore per la fede ha coinciso con la passione per la salvezza dell’uomo!
Iconica è questa frase della Gaudium et Spes (n.22):
Solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell'uomo”!

Se vuoi capire l’uomo, se l’uomo può percorrere una via di salvezza questa può essere solo in Gesù Cristo!,
Che è una traduzione in altri termini del Vangelo che abbiamo ascoltato!
Così, se vogliamo scoprire la via della salvezza non possiamo credere come più ci sembra giusto!
Ma dobbiamo credere in Colui che il Padre ha inviato per la nostra salvezza
e il cui mistero la comunità credente della Chiesa ha esplorato ed espresso in tanti modi nella sua vita!

Anche se queste parole possono sembrare strane e curiose al mondo di oggi,
sono queste le vie che possono aprire la strada di una salvezza autentica!
Se abbiamo imparato parole strane come covid, “smart working”
non possiamo spaventarci davanti a qualche parola come “natura” “sostanza” “maestà divina”
specialmente se queste davvero sono opera dello Spirito Santo nel cuore dei credenti
e ci portano alla salvezza!

Lasciamoci ammaestrare dal mistero del Signore Gesù e della fede ecclesiale
in cui c’è la via di una autentica salvezza per noi…
e per tanti che vivono nell’oscurità di una vita priva di autenticità e di Dio.

Valledacqua, 7 giugno 2020
Domenica della Santissima Trinità
Es 34,4-6.8-9; Dn 3; 2 Cor 13,11-13; Gv 3,16-18

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