into the wild

Quando Adamo con Eva lasciò il giardino dove Dio li ha creati, all’inizio della Genesi,
vanno nel deserto dove tutto è faticoso.
Quando il popolo d’Israele lasciò l’Egitto per tornare alla terra promessa
vagò nel deserto per quarant’anni in mezzo a pericoli e prove di ogni tipo.
Quando Elia fuggì da Acaz e Gezabele dopo la strage dei falsi profeti di Baal
percorse il deserto per giungere al monte di Dio.

Anonimo italiano (XVI sec.)
Gesù tentato da satana e servito dagli angeli


Nel deserto - che è il luogo dove l’uomo dimora, lontano da Dio e dalla sua felicità -
in questo deserto il Figlio è sospinto dallo Spirito Santo.
Il Verbo eterno, autore di ogni vita e di ogni felicità
per la nostra salvezza scende nel deserto della nostra carne mortale.
E in questi quaranta giorni, segno della sua vita terrena,
vive come uomo tra gli uomini e combatte per noi la battaglia contro il diavolo.

Il racconto delle tentazioni del Signore – specialmente nella narrazione così essenziale di san Marco –
sono il racconto della sua vita terrena e di come Gesù abbia vissuto tra di noi.
La sua opera, compiuta e manifestata sulla croce, è stata quella che oggi abbiamo ascoltato
dipinta con tre caratteristiche: tentato da satana; stare con le bestie selvatiche; servito dagli angeli.
Questi sono i tratti della vita che Gesù ha compiuto tra di noi
e poi c’è la sua predicazione che serve perché l’umanità partecipi ai frutti della sua opera.

Per noi Gesù vince il demonio e, con lui, ogni male e persino la morte.
Così che noi non dobbiamo lottare contro satana,
ma dobbiamo unicamente affidarci all’opera del Signore per noi
e accogliere in noi la sua presenza che ci libera da ogni tentazione,
ci permette di affrontare ogni male fisico e spirituale e di andare serenamente incontro alla morte del corpo.

Per noi il Signore vive con le bestie selvatiche, in piena comunione con tutta le creazione
senza subirne i disastri e le insidie che spesso la natura sembra infliggere all’uomo.
Segno questo di una sapienza che dobbiamo imparare da Gesù
per trovare la via di una vita armonica con tutti gli esseri creati
attraverso la conoscenza scientifica e la applicazione della creatività umana.

Per noi il Signore è servito dagli spiriti celesti,
segno di quell’azione che anche noi imitiamo nella vita liturgica
quando ci uniamo agli angeli di Dio per amarlo, onorarlo e servirlo.

Quando facciamo così la nostra umanità raggiunge la sua pienezza. Siamo davvero uomini.
E il deserto della creazione diventa nuovamente il giardino della bellezza dove Dio ci ha posti.

Per far questo il Signore della vita oggi nuovamente ci invita:
“Convertitevi … cambiate il vostro modo di pensare e di agire
“credete nel Vangelo … date fiducia a questa bella notizia che vi è data:
“in Gesù, Figlio eterno e fatto uomo, il tempo dei quaranta giorni del deserto sono finiti
“e in Lui, il Regno è ora a disposizione per ogni persona che vuole accoglierlo!”

Convertiamoci, allora,
e, accogliendo il Signore nella nostra vita,
passiamo da questo deserto al giardino della vita nuova del suo Regno!

Valledacqua, 21 febbraio 2021
I domenica di Quaresima
Gn 9,8-15; Sal.24; 1 Pt 3,18-22; Mc 1,12-15

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