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Luce… eterna

Beato Angelico, Trasfigurazione (particolare)

Quest’oggi la domenica lascia il passo ad una delle feste più belle della nostra fede:
celebriamo, infatti, la trasfigurazione del Signore Gesù,
che è uno degli eventi più particolari di cui ci narrano i Vangeli.
Gesù si trasforma… ha, letteralmente, una metamorfosi!
Non cambia, non è irriconoscibile, ma splende di luce e compaiono delle figure
che sono Mosè ed Elia che parlano con Lui.

Un evento particolarissimo in cui Gesù si presenta come una luce che brilla.
Qui, in questa chiesa, è molto significativo celebrarlo…
ancora in questi giorni la mattina si può contemplare come il sole rischiari tutta la chiesa.
Succede proprio da maggio fino a questi primi giorni di agosto.
E il simbolismo che i costruttori di questa chiesa hanno voluto usare
è proprio quello di Gesù come luce che vince le tenebre della creazione.
E che ci invita a superarla per giungere all’eternità dove tutto trova pienezza!

E questa luce, che è simboleggiata dal sole che sorge e che tanto suggestiona l’uomo di ogni cultura,
ecco che per noi è rivelata nel volto del Figlio di Dio
che ci invita a superare i ristretti limiti della creazione
per essere attirati alla pienezza di una vita dove tutto trova luce e significato.
Questa vita è quella della Trinità, del mondo stesso di Dio
dove tutto il creato – e anche noi – troviamo finalmente un posto.

Ora per cogliere questo splendore e saperlo riconoscere in Gesù
occorre anzitutto salire sul monte dove questo prodigio avviene.
Occorre, cioè, essere invitati come i tre discepoli a seguire Colui che ci porta con Lui.
Se questa luce è per tutti, non tutti sono invitati a salire sul monte.
E poi occorre entrare nella nube piena di luce che è la Pasqua del Signore
la sua passione, la sua morte e la sua risurrezione, che noi celebriamo oggi, in questo giorno.

Se per tutti Gesù è l’unica via di salvezza, non tutti sono, però, condotti a scoprirlo in questo tempo.
E questo è il mistero che connota la vita cristiana,
chiamata a partecipare al mistero di una rivelazione di Gesù come Signore e luce del mondo
e di Gesù come vertice di tutta la ricerca dell’uomo simboleggiata da Mosè e Isaia.

Perciò noi credenti, se siamo inviati a salire il santo monte della conoscenza spirituale del Signore,
se siamo invitati a entrare nell’oscurità luminosa della Pasqua dove il Figlio si dona totalmente a noi,
siamo portatori di una vera speranza, di una luce autentica, di una sapienza universale.
E se siamo qui, se siamo venuti convocati non da noi stessi, ma dall’invito dello Spirito Santo
eccoci che si compie proprio davanti ai nostri occhi il mistero della Trasfigurazione!

Gesù si manifesta con tutto il suo splendore.
Non più agli occhi del nostro corpo, ma a quelli illuminati dalla fede!
Gesù si dona a noi come il vertice di ogni alleanza di comunione.
Non nella nube luminosa che ci avvolge, ma nel mistero dell’amore che ci raduna!
Gesù viene donato a noi come l’amato, Colui che dobbiamo ascoltare.
Non più però da una voce tuonante, ma per il dono dello Spirito che ci rende capaci di ascoltare il Padre.

Così andiamo verso l’altare, l’alto monte dove ci conduce il Signore!
E lasciamoci conquistare dalla trasfigurazione che proprio Lui compie dinanzi a noi
in questo pane e questo vino che ora noi offriamo!

Valledacqua, 6 agosto 2023
Trasfigurazione del Signore
Dn 7,9-10.13-14; Sal.96; Rm 8,35.37-39; Mt 17,1-9

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