Benvenuto!!!!

22 agosto 2006. Getsemani,
festa della Regalità della Vergine:
ho fissato la “Regola di vita”.
Cerco di viverla io per primo…

25 gennaio 2014:
L’Arcivescovo di Gaeta riconosce la Fraternità
nella Chiesa diocesana

6 novembre 2017:
la Fraternità si stabilisce
nell’Abbazia di san Benedetto in Valledacqua

La strada continua sotto lo sguardo
Del Signore e della Vergine Maria
Visita di tanto in tanto queste pagine…
Cresceranno, anche grazie a te!


Il Signore ti benedica e ti dia pace
francesco

se vuoi contattaci a questo indirizzo: info[@]bonifacius.it

la giusta prospettiva

Spesso, nella vita, è importante capire da quale prospettiva guardare le cose.
Perché dal lato in cui ti poni ogni cosa appare in modo diverso.
Possiamo ricordare l’episodio evangelico della vedova che getta due spiccioli nel tempio (Lc 21,1-4).
Se la guardi con gli occhi di chi paragona il valore delle offerte è una cosa
Se la guardi con gli occhi di chi considera quanto la persona offre dei suoi beni è un’altra.
E così anche nel nostro Vangelo di oggi.
È un brano che rischia di essere fortemente strumentalizzato a favore di una religione che sia solo opere.
Un po’ come succede con l’insegnamento del Papa che qualcuno vuole ridurre
ad una posizione politica specifica o a una rivoluzione della Chiesa.

Leggi il resto di questo articolo »

operai

Quanti saranno gli operai che occorrono per la grande messe del mondo?
la domanda di Gesù riceve sempre nuove conferme sulla sua opportunità e validità.
Le persone che non conoscono la pace che viene dal Vangelo sono sempre di più.
Sia perché molti dimenticano la fede ricevuta dai loro padri, come succede da noi in occidente,
sia perché le popolazioni che crescono di più non sono cristiane.
Così, paradossalmente, mentre crescono i cristiani nel mondo
crescono anche quelli che non conoscono Gesù!
E allora è pressante l’invito del Signore a pregare perché ci siano più operai.

Solo che dobbiamo rinnovare la nostra mente, il nostro pensiero.
In un mondo, com’era quello di cinquant’anni fa, tutto cristianamente orientato
questo significava pregare per le “vocazioni”, cioè per i preti.
E ancora oggi siamo tentati da questa visione clericale!
Quando si invoca la modifica della disciplina ecclesiale del celibato per i preti
lo si fa con questo intento “clericale”: servono più preti per annunciare il Vangelo, si dice.
Oppure per altre cose del genere…
Come se gli operai di cui parla Gesù fossero i preti.
O come se soltanto i preti possono annunciare il Vangelo.

Proprio il brano che abbiamo ascoltato ci fa scoprire proprio il contrario!
Non si parla qui della missione degli Apostoli, ma degli “altri settantadue”.
Cioè di discepoli che Gesù sceglie per una sorta di “prova generale” dell’evangelizzazione.
Perché gli operai che ha in mente il Signore sono tutti i credenti, ogni singolo credente.
Ogni battezzato ha il dovere – più ancora che il diritto – di portare il Vangelo.
Con la vita, ma – e sempre di più – anche con le parole, con scelte chiare di fedeltà al Signore.

Vorrei soltanto sottolineare due cose che la Parola di Dio ci insegna oggi!
La prima è che questo è un annuncio di piccoli gruppi, di piccole comunità.
Non avviene né in solitaria, come i grandi predicatori che sogniamo.
Non è neanche di tutto un gruppo potente di persone che “cambiano il mondo”.
Sono gruppetti di due a due: piccole comunità di discepoli che dicono il Vangelo!
E questo è davvero ricco di indicazioni pratiche per noi e per la vita della Chiesa oggi.

L’altra è che l’annuncio consiste nel dono della “pace” e nell’accoglienza di chi riceve l’annuncio.
C’è una sorta di reciprocità tra questa offerta di pace e chi la accoglie.
E il Signore sa che alcuni possono rifiutare, possono non voler ascoltare.
Così che non dobbiamo misurare la forza dell’annuncio evangelico sui like, potremmo dire
ma su quanto noi siamo capaci di restare nella pace che il Signore ci ha donato
con la sua Pasqua, con il dono della sua vita e dello Spirito Santo.

Questa pace che ora a noi è donata su questo altare,
questa pace splendida ci spinge ad essere, ognuno di noi,
un operaio nel grande campo del mondo!
Come? Accogliendo in noi il Signore che si dona a noi
e donandolo con autenticità e coraggio ad ogni persona.
Senza timidezza e senza arroganza
ma con la gioia di chi ha scoperto un tesoro e vuole non tenerlo per se, ma farne una ricchezza per tutti!

Gesù, tesoro e pace che si offre a noi
ci doni di essere come quei settantadue del Vangelo!
Inviati da lui a far conoscere quanto è bello vivere di Lui
Quanto è dolce assaporare il suo amore misericordioso!

Valledacqua, 7 luglio 2019
XIV Domenica del Tempo Ordinario
Is 66,10-14   Sal 65   Gal 6,14-18   Lc 10,1-12.17-20

cantus firmus

Il Signore Gesù non sempre è simpatico e accomodante.
Il Vangelo che abbiamo ascoltato ce lo presenta deciso, fermo e scostante!
Non cerca compromessi con i Samaritani che non lo accolgono;
a chi vuole seguirlo chiede cose che sembrano addirittura disumane.
Non sembra essere il Gesù che ci aspettiamo!
È che qui san Luca ci presenta un aspetto importante della vita cristiana
– un aspetto a cui lui tiene molto, se cui torna anche negli Atti –
e quest’aspetto è la radicalità con cui bisogna vivere la fede e il Vangelo.

Leggi il resto di questo articolo »

di più

Se c’è un desiderio che abitava il cuore di Gesù – e che lo abita ancora, in realtà –
è quello di “sfamare”, “dissetare”, di offrire la vita a ogni creatura.
Il Vangelo oggi ce lo fa capire bene:
i discepoli avrebbero voluto “congedare la folla”, anche giustamente.
Hanno fatto quello che dovevano fare, forse anche qualcosa in più,
e ora ognuno può andare a casa sua…
Ma Gesù no! Gesù non vuol solo insegnare e guarire
Gesù vuole sfamare e prendersi cura totalmente di queste persone!

Leggi il resto di questo articolo »

grazia

Una delle cose che ci dividono dalle Chiese dell’Oriente cristiano
è proprio un piccolo particolare della visione della Trinità.
Noi la risolviamo con il fatto che sono cose “teoriche”, che non riguardano la nostra vita,
che alla fine è importante volersi bene più che pensare la stessa cosa.
Molti, specialmente tra i monaci dell’oriente, non la vedono così
e questa questione è una cosa centrale, essenziale…
Che cosa possiamo ricavarne?
Dobbiamo scoprire che la verità su Dio – e, di conseguenza su tutto ciò che esiste – è importante!
Può sembrarci inutile, talvolta anche divisiva, ma è qualcosa che riguarda la nostra vita.
Può sembrarci strano, ma è profondamente diverso credere nella Trinità
o credere nel Dio dei musulmani.  O in un mondo divino come nell’induismo.
Diverso è fare di questo una contrapposizione inconciliabile e, addirittura, che conduce all’odio.
Ma dobbiamo capire bene che professare la nostra fede
– anzi cantarla, come facciamo nella liturgia –
è importante, prezioso. Non solo “praticarla”, ma anche dirla con le parole e le nostre scelte.

Leggi il resto di questo articolo »
dalla Regola di vita
Vita di preghiera
L’Eucaristia è celebrata ordinariamente nella liturgia della sera, a meno che esigenze straordinarie non impongono altro.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.